Ecolabel: comunicare la sostenibilità

Un fiore guida il consumatore attento all’ambiente nella scelta di beni e servizi. Tra questi, i servizi turistici. In questo articolo, parliamo di Ecolabel nella ricettività alberghiera.

Cos’è Ecolabel

Marchio Ecolabel

Ecolabel UE è il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea usato per certificare prodotti e servizi che, pur garantendo elevati standard prestazionali, sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita. Istituito nel 1992, vi possono aderire volontariamente tutti gli Stati membri dell’UE (inclusi Norvegia, Islanda e Liechtenstein). Per ottenerlo, un ente certificatore indipendente valuta la prestazione ambientale di un’azienda su base scientifica e seguendo un sistema di criteri selettivi (obbligatori e facoltativi).

Ecolabel è particolarmente valido e riconosciuto anche al di fuori dell’UE proprio per l’attenzione all’intero ciclo di vita del prodotto o servizio, con anche una valutazione sulla durata media dei prodotti, riutilizzabilità, caratteristiche degli imballaggi, sicurezza e salute dei consumatori. Questo marchio consente così di comunicare ai consumatori prodotti e servizi dalla elevata e certificata qualità ecologica.

Il marchio Ecolabel UE può essere richiesto per beni e servizi destinati alla distribuzione, al consumo o all’uso sul mercato comunitario, secondo alcuni criteri specifici indicati dalla Commissione Europea. Riporto un breve elenco di prodotti e servizi che possono ottenere la certificazione ambientale:

  • Carta,
  • Detersivi casalinghi,
  • Mobili,
  • Vernici.
  • Servizi di pulizia ambienti interni,
  • Strutture ricettive (sulle quali mi soffermerò in questo articolo).

Ecolabel 2021: la situazione in Italia

L’ente certificatore per le realtà italiane è l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che si occupa anche di riportare statistiche aggiornate in materia. Il numero di licenze Ecolabel UE attualmente presenti in Italia è di 313 (aggiornamento ISPRA del 22/09/2021). È importante sottolineare che il gruppo di prodotti con il maggior numero di licenze è quello delle strutture ricettive, con 56 licenze (sul sito della Commissione Europea è presente la lista). Tuttavia, le licenze per il servizio di ricettività turistica non sono rilasciate in numero omogeneo nelle aree nostro Paese:

  • Il 66,7% delle licenze totali sono rilasciate nel Nord,
  • Il 19,4% sono rilasciate nel Centro Italia,
  • Il 12,9% nel Sud e nelle isole.

Questo dipinge una situazione di eterogeneità e di scarsa attenzione verso la certificazione ambientale al Centro e al Sud Italia. Trovo sia un dato sul quale occorre lavorare ancora molto, tanto più per i vantaggi che il marchio Ecolabel UE porta con sé.

Photo by Troy Squillaci on Pexels.com

Vantaggi

  • Per il consumatore, che riconosce il marchio e dunque gli elevati standard del servizio di ricettività alberghiera. Con la scelta d’acquisto, il consumatore esprime una preferenza e indirizza produttori e distributori verso un maggior rispetto dell’ambiente. Bisogna prestare però molta attenzione al logo, che può essere contraffatto ed esposto indebitamente.
  • Per i produttori e fornitori, che acquisiscono visibilità per il proprio impegno a favore dell’ambiente e aumentano la propria competitività sul mercato. Il marchio, infatti, dà alla struttura un forte vantaggio competitivo in termini di brand reputation e marketing. Questo consente alla struttura ricettiva di intercettare quegli ospiti sensibili al tema della sostenibilità. Infine, il possedere la licenza Ecolabel può tradursi un accesso semplificato a strumenti per la sostenibilità, agevolazioni o incentivi pubblici.

Il marchio per le strutture ricettive

Abbiamo visto come i maggiori destinatari di questa certificazione siano le strutture ricettive e quindi gli hotel. Soprattutto i grandi alberghi, infatti, sono caratterizzati da un forte impatto ambientale dovuto al consumo di risorse come elettricità, acqua, rifiuti e detergenti per la pulizia. Tuttavia, il marchio non è solo applicabile alle strutture, ma anche a:

  • servizi di ristorazione,
  • strutture ricreative o sportive,
  • spazi verdi,
  • strutture per eventi,
  • impianti sanitari,
  • strutture adibite a lavanderia,
  • servizi d’informazione per i turisti del campeggio.
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Criteri obbligatori e facoltativi

I criteri per le strutture ricettive vengono aggiornati periodicamente per rendere la certificazione sempre più efficiente e vicina agli obiettivi di sostenibilità. Essi concorrono a formare un punteggio per le aziende dell’ospitalità che ambiscono a ottenere il marchio di qualità, la cui soglia minima è di 20 punti. È richiesto inoltre che venga effettuato un processo di valutazione (audit) interno con cadenza annuale per valutare le prestazioni della struttura. Consultabili nella DECISIONE (UE) 2017/175, i criteri obbligatori di gestione, energetici, relativi all’acqua, ai rifiuti, alle acque reflue sono:

  1. Base di un sistema di gestione ambientale,
  2. Formazione del personale,
  3. Informazioni comunicate agli ospiti,
  4. Manutenzione generale,
  5. Monitoraggio del consumo,
  6. Efficienza energetica degli apparecchi per il riscaldamento d’ambiente e per il riscaldamento dell’acqua,
  7. Efficienza energetica degli apparecchi per il condizionamento dell’aria e delle pompe di calore ad aria,
  8. Illuminazione a basso consumo (led),
  9. Termoregolazione,
  10. Spegnimento automatico del riscaldamento, della ventilazione, del condizionamento dell’aria e dell’illuminazione,
  11. Apparecchi esterni per il riscaldamento e il condizionamento dell’aria,
  12. Approvvigionamento di energia elettrica presso un fornitore di energia elettrica da fonti rinnovabili,
  13. Carbone e oli combustibili,
  14. Dispositivi idraulici efficienti: rubinetti da bagno e docce,
  15. Dispositivi idraulici efficienti: vasi sanitari a scarico d’acqua e orinatoi,
  16. Riduzione dei lavaggi mediante riutilizzo di asciugamani e biancheria da letto
  17. Ristorazione,
  18. Prevenzione dei rifiuti: piano di riduzione dei rifiuti,
  19. Raccolta differenziata dei rifiuti e avvio al riciclaggio,
  20. Divieto di fumare nelle aree comuni e nelle camere,
  21. Promozione dei mezzi di trasporto preferibili sotto il profilo ambientale,
  22. Informazioni da riportare sul marchio di qualità ecologica Ecolabel UE.

I criteri facoltativi, che riprendono i temi di gestione, energia, risorse, lavoro e divieti, tengono anche conto della registrazione alla certificazione EMAS o ISO.

L’Istituto ISPRA mette anche a disposizione sul proprio sito anche una pratica e immediata check list semplificata in PDF per valutare la propria struttura, che consiglio di visionare qualora si pensasse di avviare la procedura di accreditamento Ecolabel. Per avvalersi della certificazione, è inoltre richiesto il pagamento di quote annuali definite dal Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit:

  • € 50,00 per le piccole imprese,
  • € 500,00 per le medie imprese,
  • € 1.500,00 per le grandi imprese.
Photo by Vladislav Vasnetsov on Pexels.com

Bonus: comunicare la sostenibilità

L’adozione di accorgimenti verso una riduzione dell’impatto ambientale di un hotel è da accompagnarsi a una corretta e attenta informazione. Questa deve prima di tutto essere presente nel sito e nei canali (di comunicazione e distribuzione) dell’hotel. Il possesso di marchi ecologici, in particolare di quello Ecolabel, dovrebbe essere ben visibile nella home page e adeguatamente sponsorizzato. Comunicare il proprio impegno e la sostenibilità della struttura e dei suoi servizi è una vera e propria mossa di posizionamento sul mercato, a patto che questi siano genuini e autentici.

Una cosa è chiara: nel prossimo futuro, l’applicazione della sostenibilità e l’avvalersi di certificazioni ambientali non saranno più azioni facoltative e volontarie, ma diverranno sempre più un imperativo, sia per salvaguardare la Terra che per restare competitivi nel business alberghiero.

Nel prossimo articolo, sceglierò i siti di tre strutture dalla lista degli hotel Ecolabel italiani della Commissione Europea di cui sopra e analizzarne la comunicazione del possesso del marchio di qualità ecologica.

Photo by Karolina Grabowska on Pexels.com


Grazie per aver letto fin qui.

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Fonti e riferimenti utili:

Video di divulgazione sull’Ecolabel girato a Praga per Euronews

6 pensieri riguardo “Ecolabel: comunicare la sostenibilità

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