Turismo enogastronomico: i marchi di qualità

L’Italia vanta le sue ricchezze enogastronomiche in tutto il mondo. Il sistema dei marchi di qualità ne consentono la protezione e la valorizzazione del patrimonio e della qualità italiani.

L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione e a indicazione geografica in Europa. La prima regione italiana per numero è invece il Veneto, con ben 95 prodotti riconosciuti. Se negli scorsi articoli abbiamo parlato dell’importanza di EMAS ed Ecolabel, i marchi di qualità europei in campo ambientale, ritengo sia altrettanto importante parlare di qualità enogastronomica. Nasce dunque da questa consapevolezza (e dalla crescente domanda di turismo enogastronomico) la voglia di approfondire questo tema nell’articolo di oggi.


Cosa è il turismo enogastronomico?

Il turismo enogastronomico è una branca del turismo culturale e ha come oggetto il viaggio motivato dal desiderio di scoperta dell’enogastronomia di un territorio, considerato come veicolo della cultura locale.

Si tratta sicuramente di un segmento di grande importanza per l’Italia. A sottolinearne la rilevanza è, tra l’altro, la recentissima decisione del Ministro del turismo Garavaglia. La professoressa Roberta Garibaldi, una delle più importanti studiose di turismo enogastronomico in Italia, è stata infatti nominata come nuova Ammistratrice Delegata di Enit, l’Agenzia nazionale del turismo. Questo è da interpretarsi come un segnale forte e una scommessa che mi auguro sia destinata a portare grandi risultati nel nostro Paese.

Questa particolare forma di turismo ha, come accennato, una evidente connessione sia con il territorio, sia con la qualità dei prodotti che esso offre. La valorizzazione della qualità tramite i marchi di cui parleremo tra poco è, quindi, uno strumento di tutela e di sviluppo per la filiera agroalimentare del nostro Paese.

L’adozione dei marchi di qualità e la loro corretta comunicazione contribuiscono, tra le altre cose, a contrastare il fenomeno dell’Italian sounding, “falsi” prodotti commercializzati all’estero che fanno leva sull’immagine positiva del cibo italiano. Secondo Sky TG24, la contraffazione dei prodotti contraffatti all’estero ammonta a 100 miliardi di euro, determinando un grave danno per la nostra economia. Per evitare queste vere e proprie truffe, quindi è importante conoscere le denominazioni e i marchi di qualità agroalimentari presenti in Europa e in Italia.

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Cosa sono le denominazioni?

La certificazione agricoltura biologica e le indicazioni geografiche DOP, IGP e STG sono marchi riconosciuti dall’Unione Europea che identificano un numero selezionato di prodotti enogastronomici dei Paesi membri dalle caratteristiche distintive e di alta qualità. L’adesione a questa proposta di valore è garantita dal rispetto dei disciplinari di produzione, dei documenti ufficiali in cui vengono descritte le particolarità e i requisiti per singolo prodotto.

Questo tipo di riconoscimenti comunitari hanno l’obiettivo di:

  • Tutelare gli standard qualitativi dei prodotti agroalimentari;
  • Salvaguardarne i metodi di produzione;
  • Fornire ai consumatori informazioni chiare;
  • Contribuire al sostegno delle produzioni di prodotti di alta qualità;
  • Contribuire allo sviluppo dell’economia rurale.

Per ottenere e sviluppare i marchi di qualità europei è richiesto un impegno partecipato dall’intero sistema: l’Unione Europea, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (MIPAAF), Regioni, Province, Comuni, Comitati promotori e filiera produttiva lavorano in maniera sinergica per il raggiungimento di questi obiettivi. Il più delle volte questo processo comincia dal basso (bottom-up), e dunque la richiesta parte dalle aziende produttrici che si riuniscono a costituire un Comitato promotore che assume il compito di interlocutore istituzionale. Organismi di controllo e Consorzi di tutela seguono poi la vita e lo sviluppo del processo di certificazione.

Quali sono i vantaggi dei marchi?

In estrema sintesi, i vantaggi portati dall’adozione di marchi di qualità agroalimentare sono:

  • Sviluppo dei mercati agroalimentari verso una crescente qualità;
  • Sviluppo del territorio attraverso la tutela dei metodi di lavorazione e la valorizzazione turistica dei prodotti;
  • Tutela per il produttore che garantisce qualità e autenticità;
  • Tutela per il consumatore che è in grado di identificare e scegliere i prodotti consapevolmente.
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Nei prossimi paragrafi vedremo le maggiori caratteristiche dei marchi agricoltura biologica, DOP, IGP e STG.


Agricoltura biologica

Logo agricoltura biologica UE

Il logo biologico dell’UE permette di identificare agevolmente i prodotti biologici comunitari certificati da organismi autorizzati. Vengono certificati la produzione, il trattamento, il trasporto e l’immagazzinamento. Per esempio, viene garantita la produzione senza l’uso di sostanze chimiche che accelerino il processo di crescita dei prodotti alimentari. Nel settore agroalimentare, dunque, questo marchio è garanzia di una agricoltura non intensiva e attenta alle tecniche conservative delle risorse naturali (come la concimazione organica). Per ottenere l’etichetta, è necessario che almeno il 95% degli ingredienti del prodotto sia biologico. Tra i vantaggi, vi è senza dubbio la tutela della salute degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente.

DOP – Denominazione di Origine Protetta

Logo DOP UE

Il marchio DOP identifica un prodotto originario di un territorio la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico ed ai suoi intrinseci fattori naturali e umani e le cui fasi di produzione si svolgono nella zona geografica delimitata. Attualmente, in Italia sono presenti 578 prodotti riconosciuti con la Denominazione DOP, di cui 170 prodotti agroalimentari e 408 vini. Il logo, diversamente da quello precedente dal fondo blu, ha come colori predominanti il rosso e il giallo.

IGP – Indicazione Geografica Protetta

Logo IGP UE

La Denominazione IGP identifica un prodotto anch’esso originario di un determinato luogo, regione o Paese, alla cui origine geografica sono essenzialmente attribuibili una data qualità, la reputazione o altre caratteristiche e la cui produzione si svolge per almeno una delle sue fasi nella zona geografica delimitata. Riscontriamo dunque una differenza con la DOP, rendendo la IGP un marchio più “permissivo” e più facilmente ottenibile. Attualmente sono stati riconosciuti 247 prodotti IGP, di cui 139 prodotti agroalimentari e 118 vini.

STG – Specialità Tradizionale Garantita

Logo STG UE

I prodotti STG sono riconosciuti per seguire specifici metodi di produzione e ricette tradizionali. Per etichettare prodotti agroalimentari con questo marchio è sufficiente certificare le materie prime e ingredienti utilizzati tradizionalmente; la zona geografica di produzione passa dunque in secondo piano rispetto alla ricetta tradizionale. Sono 3 le Specialità Tradizionali Garantite in Italia: la Mozzarella, la Pizza Napoletana e la pasta all’Amatriciana.

Photo by Katerina Holmes on Pexels.com

È disponibile per la consultazione un elenco dei prodotti DOP, IGP e STG aggiornato al 04/08/21 sul sito del MIPAAF.


…ma DOCG e IGT?

Le persone più attente ricorderanno anche le denominazioni DOCG e IGT tra gli scaffali dei supermercati. Questi non sono altro che marchi italiani (dunque non previsti dalla normativa europea) legati esclusivamente al vino. Per quanto riguarda il settore vinicolo, infatti, in Italia sono previsti quattro livelli di classificazione, in ordine dal più comune al più prestigioso:

  1. Vini da tavola VDT;
  2. Vini IGT;
  3. Vini DOC;
  4. Vini DOCG.

DOCG – Denominazione di Origine Controllata

La Denominazione DOGC, la più alta e la più prestigiosa, comprende vini prodotti in determinate zone geografiche e nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione. Per ottenerla, è necessario possedere la DOP da almeno dieci anni e sono previsti ulteriori controlli e analisi per certificare l’alta qualità produttiva. In Italia sono 77 i vini riconosciuti DOCG.

IGT – Indicazione Geografica Tipica

L’Indicazione IGT, corrispondente al secondo livello della classificazione, certifica la regione di origine del prodotto e della materia prima (almeno l’85% delle uve provenienti da tale zona). Si tratta dunque di un marchio meno restrittivo e che spesso comprende regioni geografiche piuttosto estese.

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La fonte principale di ispirazione per la scrittura di questo pezzo sono state le lezioni di Turismo enogastronomico del prof. Pierluigi Passaro dell’Università degli Studi di Bari e le lezioni di Tecnologie e certificazione ambientale del prof. Giovanni Lagioia e della prof.ssa Annarita Paiano, nella stessa Università. Infine, ho incontrato questo mondo anche nel mio progetto di tesi triennale condotto nel 2020, che aveva come oggetto la famiglia Lunelli, grazie al quale nasce e prospera oggi il Ferrari Trento DOC da vitigni 100% BIO. Lo stesso è stato premiato come il miglior produttore di spumanti al mondo solo pochi giorni fa, il 28 ottobre 2021.


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