Turismo accessibile e inclusività

Essere capaci di rispondere ai bisogni di tutti: questa è l’essenza del turismo accessibile. In questo articolo, approfondiamo il tema del turismo accessibile nelle strutture ricettive e nelle destinazioni.

Cos’è il turismo accessibile

Il concetto di turismo accessibile fa riferimento alla possibilità, per persone con disabilità o bisogni speciali, di viaggiare, alloggiare e usufruire di servizi turistici in modo agevolato, sicuro e autonomo.

Per raggiungere questo obiettivo, oltre a includere il principio dell’accessibilità nella cultura e nelle pratiche aziendali, sarebbe auspicabile la progettazione di un “sistema di accessibilità”. L’ospite si reca in un albergo accessibile, ma soprattutto in un territorio: ristoranti, mezzi di trasporto, musei, monumenti e parchi che devono essere adeguati alle esigenze dei viaggiatori accessibili senza ostacoli e barriere che ne impediscano l’accesso o la fruizione. Laddove la località turistica non fosse sufficientemente adeguata per turisti con disabilità, è utile immaginarla come una grande struttura ricettiva, un tessuto che deve offrire un’esperienza di turismo accessibile adeguata e soddisfacente per l’ospite ed eventuali accompagnatori. L’impegno da parte di attori pubblici e privati in questa direzione può portare alla conversione da destinazione turistica a destinazione accessibile.

In merito a iniziative pubbliche, segnalo il progetto Bandiere Lilla, che dal 2012 opera sul territorio sulla base volontaria dei Comuni italiani che desiderano favorire e diffondere il turismo per persone con disabilità. Un’idea, partita dalla Liguria, e che coniuga obiettivi sociali e obiettivi di promozione e marketing territoriale.

Migliorare l’offerta per un turismo accessibile è una sfida importante, che molti operatori stanno affrontando per rispondere alle esigenze di una fetta del mercato per lungo tempo rimasta inascoltata.

Tipi di accessibilità

  • Accessibilità fisica delle strutture e dei locali;
  • Accessibilità dell’informazione: il cliente ha bisogno di consultare e ottenere autonomamente informazioni sui servizi offerti. Un sito completo di istruzioni o video dimostrativi può essere un gran biglietto da visita, ma l’accessibilità dell’informazione continua anche sul posto. Cartelli, segnaletica speciale e indicazioni adeguate per ogni esigenza: dispositivi acustici, caratteri Braille e immagini sono alcuni esempi;
  • Accessibilità economica: i turisti con disabilità o bisogni speciali molto spesso si trovano costretti a sostenere dei costi aggiuntivi derivanti da problemi legati all’accessibilità dei mezzi di trasporto e delle strutture alberghiere. Inoltre, le persone disabili che vogliono andare in vacanza in autonomia devono affrontare ingenti costi di un eventuale accompagnatore;
  • Accessibilità psico-sociale: lo staff di un albergo deve guardare agli ospiti con disabilità come normali clienti che pagano per usufruire di un servizio efficiente e di qualità. In questo, è il management ad avere la responsabilità di coltivare una cultura aziendale lontana da pregiudizi, rispettosa e attenta rispetto alle loro esigenze.

Tipi di disabilità

I turisti non sono tutti uguali. Sembra un’affermazione banale, ma non lo è quando si parla di disabilità. L’inclusività verso i membri di un team di lavoro e verso gli ospiti è ormai il paradigma per la corretta gestione del turismo contemporaneo. Partendo dalla presa di coscienza che non esiste un’unica forma di disabilità, è fondamentale conoscerle per consentire a tutti un’esperienza di viaggio positiva. Qui ne troviamo alcune:

  • Disabilità fisiche,
  • Disabilita’ sensoriali,
  • Limitazioni visive,
  • Limitazioni uditive,
  • Disabilita’ mentali e psichiche
  • E altri tipi, come allergie, intolleranze, problemi di comunicazione, insufficienza renale…

Questo breve elenco dimostra immediatamente come turismo accessibile non voglia solo dire abbattere le barriere architettoniche. Differenti disabilità, infatti, si traducono in diversi tipi di accessibilità e rispondono a diverse esigenze. Alcune di queste possono essere:

  • Informazioni dettagliate e aggiornate, consultabili online e sul posto,
  • Cibi specifici,
  • Disponibilità a conservare medicinali,
  • Possibilità di avere personale medico reperibile,
  • Presenza di dispositivi per la salute e la sicurezza (un defibrillatore, ad esempio).
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Rendere accessibile un hotel

Come fare proprio il principio dell’accessibilità? Ecco alcuni spunti da cui partire per rendere accessibile una struttura ricettiva:

  • Struttura facilmente raggiungibile: la prerogativa per parlare di accessibilità. L’esperienza comincia dalla strada e dai parcheggi, ancora prima di entrare in albergo;
  • Infrastrutture adeguate: esistono normative obbligatorie in tal senso, ma ulteriori accorgimenti (anche molto semplici) possono essere adottati per offrire un’esperienza migliore e superiore allo standard;
  • Integrare la propria offerta con attività adatte a ospiti con disabilità. Può essere utile convenzionare la propria struttura con guide locali che garantiscono tour ed escursioni accessibili;
  • Formazione: preparare e formare il personale ad accogliere e a rispondere ai bisogni latenti ed espressi degli ospiti con disabilità;
  • Domotica: sfruttare le nuove tecnologie per automatizzare alcuni sistemi delle stanze, così da regalare maggiore autonomia agli ospiti (motorizzare tapparelle, pulsanti di chiamata, app per il room service e molto altro);
  • Comunicare il turismo accessibile: l’aspetto che ritengo più importante. Rendere note le azioni intraprese dalla struttura per venire incontro alle esigenze degli ospiti è fondamentale, ancora meglio se ciò avviene sul sito aziendale. Questa semplice azione può avere un ritorno d’immagine estremamente positivo e generare passaparola.

A tal proposito, recente è la nascita di una piattaforma appositamente pensata per i turisti con disabilità: si tratta di Badtraveller, un progetto tutto italiano e con un forte ideale alla base. Il primo portale dedicato alla disabilità in viaggio, recita infatti la home page. Al suo interno, è possibile trovare una serie di strutture ricettive, ristoranti e luoghi accessibili in Italia recensiti dagli utenti con foto.

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Riflessioni e conclusioni

Evito di dilungarmi sulla normativa obbligatoria specifica riguardante l’adeguamento delle strutture ricettive per consentire l’accessibilità. Quello su cui voglio concentrarmi qui è l’obiettivo ultimo del “pensiero accessibile”, ossia garantire supporto, comfort e benessere agli ospiti che scelgono una struttura ricettiva accessibile. L’hotel non può dunque essere un luogo di discriminazione e di impedimento, ma vero simbolo dell’accoglienza. Per far questo, c’è bisogno di una sensibilità verso questo tema, di progettualità, di investimenti, sia che si tratti di un immobile già esistente così come di un edificio ancora da realizzare. Secondo la mia opinione personale, ci sarebbe bisogno anche dell’aiuto di un consulente specializzato in turismo accessibile, una figura professionale praticamente assente, ma il cui intervento può rivelarsi strategico per la gestione di un albergo. Può essere utile dunque richiedere la consulenza di un caso di successo di albergo accessibile o un tour operator specializzato in viaggi accessibili per conoscere a fondo le esigenze di questo target così specifico ed eterogeneo allo stesso tempo.

Io spero che questo segmento di mercato diventi sempre più strategico e che il percorso verso l’accessibilità venga intrapreso dalle strutture ricettive italiane per dare spazio a una clientela già presente in Italia e all’estero, che aspetta solo di soggiornare nei nostri hotel e visitare le nostre destinazioni turistiche.


Grazie per aver letto fino a qui!

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Fonti e riferimenti utili:

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